INDICE DELLA STAGIONE

 

Il campionato

 

La squadra

 

Le statistiche

 

 

 

Giuseppe Marchi, terzo allenatore in pochi mesi, raddrizza con un po’ di fortuna una situazione tragica

 

STAGIONE 1948/1949

 

SERIE C girone A

 

SALVEZZA OLTRE LA ZONA CESARINI

 

L’inopinata ricaduta in serie C (più a causa di un drastico snellimento della serie cadetta che per effettivi demeriti biancorossi) non è priva di conseguenze. Oltre al danno sportivo, si aggiunge il danno economico per un Piacenza ancora inevitabilmente fragile dopo gli sconquassi della guerra. Perciò il neo presidente Giuseppe Tacchinardi (presto sostituito da Paolo Nucci) vara una politica di “austerity”. La rosa perde elementi preziosi come Genti, Zironi, Pucci, Semoli e Di Tullio. Gli innesti sono esclusivamente elementi del Piacentino: giovani carneadi della provincia (Zanoni e Ghizzoni), o giocatori della squadra riserve promossi, come Resmini, Confalonieri e Bellocchio. Torna anche (ma solo per una partita) ‘Pitin’ Cella, bandiera degli anni ‘30. In un contesto di gravi carenze tecniche (solo parzialmente compensate dalle colonne Bonistalli e Coltella) l’avvio è da incubo e la panchina salta due volte a furor di popolo. A farne le spese prima l’ex giocatore biancorosso Antonio Benassi, dimissionario dopo 6 sconfitte consecutive, poi l’altro ex Enzo Melandri, silurato dopo uno 0-5 interno. Il terzo della serie, Giuseppe Marchi (già a Piacenza nel 1946/47), prende in mano una squadra ultima e in agonia e, con una prepotente striscia positiva accarezza il sogno di un’incredibile salvezza, grazie anche agli azzeccati innesti di Borsari e Ravizzoli. Sogno che diventa realtà in pieno agosto, quando un esposto proprio del Piacenza evidenzia irregolarità nel tesseramento di un giocatore del Magenta (il “caso Brasca”), regalando un’insperata permanenza in serie C grazie a un rocambolesco incastro di risultati.

 

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