INDICE DELLA STAGIONE

 

Il campionato

 

La squadra

 

Le statistiche

 

 

Il boemo Korostelev (come i suoi successori) non evita la caduta in serie D di una squadra modesta

STAGIONE 1960/1961

 

SERIE C girone A

 

DI NUOVO SERIE D

 

Il modesto 12° posto conseguito da una squadra con buone individualità non induce certo la dirigenza ad alzare la mira oltre la semplice sopravvivenza. Complice il persistente deficit di bilancio, il nuovo presidente Giovanni Gallinari prosegue nella politica di risparmio, impoverendo ulteriormente le risorse tecniche della squadra. Il gioiello Albino Cella, nonostante il grave infortunio, viene ceduto al Brescia per fare cassa, mentre Cucchi torna al Torino. Tre soli gli innesti: Barucco, Casali e il deludente centravanti Trapletti; per il resto largo ai giovani (Maccarini, Bosoni e il nuovo acquisto Gasparini). Il buon avvio illude un po’ tutti, ma i “cappotti” di Pordenone e Bolzano e in casa con il Saronno mettono a nudo le carenze della squadra. Korostelev non riesce a correggere i difetti di un Piacenza vulnerabile in difesa (la peggiore del girone) e spuntato in attacco, e finisce per pagare in prima persona. Lo sostituisce il geometra Dario Cozzani, autentico “dilettante allo sbaraglio”: pur non essendo un tecnico di professione, ha il pregio di lavorare gratis. La mossa non rianima un Piacenza in coma sportivo e psicologico, e così tocca al preparatore atletico, il solito Sergio Rampini, prendere in mano il timone. Più con la forza della disperazione che per effettivi meriti, l’inversione di tendenza porta a tre vittorie nelle ultime tre giornate; ma questo non evita la retrocessione, per i risultati avversi dagli altri campi. Nemmeno un ricorso alla CAF (in seguito respinto) per un presunto illecito tra Treviso e Sanremese salva la formazione biancorossa. Ancora una volta bisogna ricominciare daccapo per ricostruire un Piacenza a pezzi.

 

 

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