INDICE DELLA STAGIONE

 

Il campionato

 

La squadra

 

Le statistiche

 

 

Il 22enne Alberto Galandini si conferma elemento di classe cristallina per la formazione di Corghi

STAGIONE 1961/1962

 

SERIE D girone B

 

IL DIFFICILE MONDO DELLA SERIE D

 

L’inatteso quanto prevedibile capitombolo nella quarta serie del calcio italiano (questa volta frutto del campo e non dei tribunali, nonostante la coda alla CAF) lascia l’amaro in bocca a dirigenti e tifosi, ma anche una gran voglia di risalire. La squadra della serie C non viene smantellata dal neo-direttore sportivo Zanasi, vecchia gloria degli anni Trenta; rimangono quindi elementi navigati (Taddia, Cesena, Civardi, Casali) e i migliori giovani, tra cui Maccarini, Gaboardi e soprattutto Galandini. Le uniche cessioni di un certo peso sono quelle di Trapletti (fine prestito), Barucco e Bosoni. Tra i nuovi, spiccano due ritorni (Cucchetti e l’anziano Marchesi) e un giovane prelevato a ottobre dal Codogno: Ottavio Favari, destinato a diventare un pezzo di storia biancorossa. In panchina, il modenese Ivano Corghi, ex portiere alla prima vera esperienza tecnica: sarà personaggio discusso e controverso. La squadra è considerata la favorita numero uno, ma fatica decisamente più del previsto ad adattarsi a un campionato peraltro non di altissimo livello. Manca qualcosa a livello tattico (un’ala destra e un centravanti più affidabile del deludente Cignani, accreditato di ben altre doti); manca qualcosa a livello di gioco, spesso affidato agli estri dei singoli, su tutti uno stratosferico Galandini, che si trasforma anche in uomo-gol. Il braccio di ferro con Rizzoli e Solbiatese, tuttavia, prosegue fino alla fine della stagione, quando una sciagurata partita interna col Moglia (finita con invasone di campo e sconfitta a tavolino) stronca le residue velleità di promozione del Piacenza. La mancata promozione finisce per aprire preoccupanti interrogativi tecnici ed economici, e con essi tante incertezze per il  futuro.

 

 

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