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Gianni Invernizzi: invece di vittorie colleziona solo fallimenti

STAGIONE 1976/1977

 

SERIE C girone A

 

IL FLOP DI INVERNIZZI

 

Assorbita la cocente e incredibile retrocessione, Loschi e Tonino Canevari lavorano ad un Piacenza di vertice per l’immediato ritorno in serie B. Fabbri va ad aprire un nuovo, folgorante ciclo di vittorie al Vicenza, ma il suo sostituto è un nome di quelli grossi: si tratta di Gianni Invernizzi, capace di portare allo scudetto l’Inter da “traghettatore” alcuni anni prima. La rosa, almeno sulla carta, resta competitiva: partono solo Secondini, Zagano, Pasetti e Listanti, ma rimangono tutti i big (da Bonafè a Gambin a Gottardo) con l’aggiunta di un paio di ritocchi in difesa (Mutti e Stanzial). Il Piacenza parte con i galloni di favorito assoluto, ma dopo un buon inizio tra campionato e Coppa Italia la pesante sconfitta nel derby con la Cremonese (3-1) apre una crisi insanabile. Invernizzi, così diverso da Fabbri per idee e personalità, non lega con l’ambiente e con lo spogliatoio, dove i “senatori” di fatto decidono in autonomia. L’esonero di Invernizzi finisce per essere un atto dovuto: lo sostituisce il reggiano Galbiati, che trova un minimo di assetto e di gioco (con l’innesto del centravanti Dioni) per risalire la corrente. Il pareggio-beffa nel derby di ritorno con la Cremonese e il gravissimo infortunio che chiude la carriera di Gottardo, però, spengono le residue velleità di rimonta dei biancorossi: il campionato si conclude a suon di pareggi e sconfitte tra i fischi di un pubblico deluso e amareggiato per una stagione fallimentare.

 

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