Il Piacenza e la Nazionale

 

Sporadico e anche un po’ contrastato, il rapporto tra Piacenza, il Piacenza e la maglia azzurra. Un solo giocatore convocato durante la sua militanza in riva al Po (Di Francesco, che declinerà l’invito per giocare lo spareggio con il Cagliari), tre allenamenti risalenti alla notte dei tempi, una partita della Nazionale maggiore, due dell’Under 21 e una della Rappresentativa di serie C: tutti qua i punti di contatto, non certo favoriti da anni di oblio nelle serie inferiori (ma quanti stadi di piccole e piccolissime realtà hanno ospitato, ad esempio, gli azzurrini?).

 

Il primo rendez-vous con l’Italia è datato 25 aprile 1929: gli azzurri di Carlo Carcano, in vista della partite del successivo 28 aprile contro la Germania, a Torino, salgono a Piacenza per una partita di allenamento a ranghi misti contro la squadra biancorossa di Francesco Mattuteia, che si stava ben disimpegnando nel campionato di Prima Divisione. Per la verità, la partecipazione piacentina fu piuttosto ridotta: la squadra “allenatrice” (per usare un termine dell’epoca) contava infatti sulle riserve azzurre Degani, Gasperi, Scaltriti, Busini III e Rivolta. Queste le formazioni:

 

Italia: Combi, Rosetta, Allemandi (Monzeglio), Pietroboni, Sgarbi, Pitto, Conti, Della Valle, Schiavio, Rossetti, Cevenini.

Squadra allenatrice: Degani, Rapetti, Gasperi, Gobbi (Massari), Scaltriti, Salomoni, Bellei (Bolledi), Busini III, Zanasi, Benassi (Bellei), Rivolta.

 

Due tempi da 30 minuti circa per la Nazionale (scesa in campo con le maglie della Juventus), vittoriosa per 2-0 con doppietta di Angelo Schiavio. Per quanto si trattasse di un semplice allenamento, la partecipazione popolare fu massiccia. Citiamo dall’articolo del Littoriale: “alle 15, mezz’ora prima che l’allenamento cominciasse, una folla che gli sportivi piacentini non ricordano di avere mai visto adunata se non in occasione di un famoso match Piacenza-Parma, gremiva il campo di Barriera Genova: folla entusiasta, ma corretta che ha seguito poi col più vivo interesse le fasi dell’interessante allenamento”.

 

Foto di gruppo a ranghi misti tra calciatori del Piacenza e della Nazionale, dopo l’allenamento del 5 novembre 1931.

 

 

Due anni dopo, il 5 novembre 1931, è ancora festa azzurra a Piacenza. Di nuovo un allenamento della Nazionale, passata nel frattempo sotto la guida tecnica di Vittorio Pozzo; e questa volta la “squadra allenatrice” è in tutto e per tutto corrispondente al Piacenza, con l’unica eccezione del portiere (dapprima Sclavi e poi Giampiero Combi). Sfidano gli azzurri (in realtà in maglia verde) Bolledi, Rapetti, Zanasi, Massari, Resmini, Loranzi, Cella, Cresta, Tammi e Rossetti: ben 8 piacentini, cui si contrappongono inizialmente Combi, Monzeglio, Gaspari, Colombari, Bernardini, Ferraris, Costantino, Cesarini, Meazza, Ferrari e Silano. La partita, disputata su quattro tempi di durata variabile tra i 15 e i 25 minuti, vede un Piacenza sorprendentemente autoritario, capace di rimontare il doppio svantaggio firmato Meazza-Sansone con ‘Pitin’ Cella e Cresta, prima di soccombere al terzo gol dell’esordiente Silano. Spicca in particolare la prestazione di Cella, piacentino purosangue che non solo mette in difficoltà la difesa della Nazionale ma si fa valere anche in marcatura su ‘Faele’ Costantino. E l’articolo del Littoriale, pur a mezza bocca, evidenzia tutta la preoccupazione per le incertezze accusate dall’Italia contro l’attacco biancorosso.

 

 

 

Salto in avanti di vent’anni. Siamo nel maggio 1952, allo stadio di Barriera Genova arriva la Nazionale che annovera, nella Commissione tecnica anche Peppino Meazza. Tra gli azzurri manca Piola, ormai quarantenne, nel galoppo di allenamento contro una giovanile del Milan. Finisce 4-0, di fronte a un pubblico da tutto esaurito (si calcolano circa 7000 spettatori); la prestazione, però, non convince. Libertà definisce l’allenamento “fiacco”, il noto settimanale “Il Calcio Illustrato”, riportato a fianco, non si discosta molto da questa opinione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo quest’incontro, un nuovo buco di oltre trent’anni, interrotto solamente sul finire degli anni Ottanta. La Galleana riapre a una rappresentativa nazionale il 27 marzo 1985: si tratta, in verità, di un evento piuttosto modesto, che ha la finalità di rilanciare l’immagine di Piacenza a livello nazionale. Si affrontano la Nazionale Under 21 di serie C e una rappresentativa di dilettanti sloveni: tra gli azzurri ci sono anche Serioli e Valoti, in quell’annata in forza al Piacenza di Rota, oltre ai futuri biancorossi Colasante e Galassi. Nella vittoria per 2-0 apre le marcature un certo Totò De Vitis...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco poi l’Under 21 di Cesare Maldini, che si avvia ad aprire un ciclo d’oro durato fino alla metà degli anni Novanta. È il 2 dicembre 1987, e gli azzurrini seppelliscono sotto 6 reti il malcapitato Portogallo, che non è ancora lo squadrone di Figo e Rui Costa: Benedetti, Maldini, Rizzitelli (ben poco protagonista in biancorosso) e una tripletta del salsese Nicola Berti sigillano il punteggio e la qualificazione all’Europeo di categoria.

 

 

 

La quarta apparizione dell’Italia a Piacenza coincide, finalmente, con un’esibizione della Nazionale maggiore, guidata da Giovanni Trapattoni. Sono i giorni della preparazione al disastroso Mondiale nippo-coreano, e il 5 settembre 2001 al “Garilli” va in scena un test assai deludente contro il Marocco: i “Leoni dell’Atlante” vengono piegati per 1-0 da un’Italia svogliata e imbottita di riserve, tra cui i debuttanti assoluti Daniele Bonera e Marco Di Vaio. Di Tommasi il gol decisivo, nel primo tempo, poi tanta noia nella ripresa, nella quale lo juventino Tacchinardi riesce a farsi espellere per un fallo violento e inutile. In campo anche il piacentino Pippo Inzaghi, pure lui autore di una prestazione sottotono.

 

L’ultima partita giocata da una Nazionale al “Garilli”, in ordine di tempo, è l’amichevole disputata dall’Under 21 di Gigi Di Biagio contro il Piacenza Calcio 1919 (erede de facto del defunto Piacenza Football Club), in vista della partita contro il Belgio per le qualificazioni agli Europei di categoria. Il 10 ottobre 2013 gli azzurrini si impongono per 4-2 sulla squadra di William Viali, che aveva chiuso in vantaggio (2-1) il primo tempo.

 

 

 

Si ringrazia Gianni Rubini per le immagini e i biglietti delle partite.

 

 

 

 

 

 

 

 

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