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Nonostante la retrocessione, mister Francesco Monaco lascia di sè un eccellente ricordo sotto il profilo umano e professionale

STAGIONE 2011/2012

 

Lega Pro Prima Divisione

 

 

FINO ALLA FINE, FORZA PIACENZA

 

È difficile raccontare in poche righe l’anno più folle, più snervante e più difficile della ultranovantennale storia del Piacenza. Difficile riassumere in poche parole l’assurda trattativa che, dopo 28 anni, chiude definitivamente l’era Garilli per aprirne un’altra, durata poche settimane, e giungere infine a quello che non avremmo mai voluto vedere: il fallimento del Piacenza Calcio. Rimandiamo per tutto questo alla pagina apposita, in cui si ripercorrono le tappe della vicenda. Qui si vuole ricordare che sul campo i biancorossi hanno riscattato, a livello umano anche se non di risultati, l’amarezza e la delusione causata dal calcioscommesse, che vede andare in carcere prima l’ex Gervasoni e poi Mario Cassano. Francesco Monaco, navigato allenatore di serie C, è il timoniere di una squadra che parte con una zavorra di quattro punti di penalità (diventeranno nove durante l’anno), costruita l’ultimo giorno di mercato e senza attaccanti credibili fino a gennaio. Nel mercato invernale arriva una vera rivoluzione, sotto la direzione del “grande vecchio” Carlo Regalia (già ds del Bari di Fascetti): la squadra si cementa, come gruppo e coi tifosi, trova gioco, diventa quasi imbattibile. Ma il fardello delle penalità, arbitraggi sfavorevoli e cinque mesi senza vittorie in casa condannano il Piacenza a un altro playout, ancora da peggio classificati: la sconfitta di Prato seppellisce il sogno di una salvezza conquistata sul campo, e fa naufragare in un mare di lacrime Monaco, i suoi ragazzi e i tifosi, che tornano a stringersi attorno alla squadra. È l’ultima partita del glorioso Piacenza Football Club: nessun imprenditore si fa avanti all’asta fallimentare. Dopo 93 anni di storia si conclude definitivamente il cammino della società fondata da uno studente diciottenne nel 1919.

 

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