INDICE DELLA STAGIONE

 

Il campionato

 

La squadra

 

Le statistiche

 

 

Dalla Cina con furore: il sedicenne Sandro Puppo si impone subito come titolare inamovibile

STAGIONE 1934/1935

 

Prima Divisione girone E

 

RIVOLUZIONE RIUSCITA

 

Dopo aver mancato la serie B per un solo punto, il Piacenza si trova in gravi difficoltà economiche e conseguentemente a dover massicciamente impoverire i propri ranghi. La formazione di Corna (affiancato in questa stagione da Nino Rinaldi) si deve privare di Amapane e Antona che terminano il servizio militare , di Simoni che lo inizia ed in più se ne vanno anche Pitìn Cella, Gavazzi e Rossetti. La società ad inizio stagione spiega chiaramente che una società di calcio si basa essenzialmente sui proventi della vendita dei biglietti d’ingresso ed i piacentini che vanno allo stadio sono troppo pochi. Anche in un calcio non professionistico i costi dei rimborsi spese risutano troppo onerosi per una piccola società. Si punta allora sui piacentini esperti rimasti in organico (Benassi, Resmini, Tammi, Zanasi) e per il resto ampio spazio a giovani e giovanissimi. Al centro dell’attacco il castellano Girometta viene promosso titolare: non deluderà. Al suo fianco, il diciottenne Chiesa; tra i pali, il ventenne piacentino Barbieri, che vestirà il biancorosso per diversi anni. Il ruolo di centromediano, dopo l’infortunio di Benassi, viene affidato a un ragazzone di soli 16 anni, appena rientrato con la famiglia da Shangai: è Sandro Puppo, elemento di grande classe che vestirà anche le maglie di Ambrosiana, Venezia e Roma e l’azzurro alle Olimpiadi di Berlino con Girometta. Su queste premesse il campionato si pronostica assai difficile, anche perchè solo le prime sei si sarebbero qualificate alla nuova serie C. Invece i biancorossi si segnalano subito tra le migliori squadre del girone, nonostante diverse sconfitte tra novembre e dicembre li facciano precipitare in classifica. La rimonta nel girone del ritorno, pur insufficiente ai fini del raggiungimento delle finali promozione, consente tuttavia al Piacenza di centrare l’obiettivo dell’ammissione in serie C, con una giornata di anticipo. Un risultato arrivato grazie anche a quei giovani accolti con tanto scetticismo.

 

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