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Nonostante i 19 gol di Gemo, il Piacenza avvia un periodo di declino

STAGIONE 1938/1939

 

SERIE C girone B

 

PARABOLA DISCENDENTE

 

La seconda promozione sfuggita sul filo di lana, stavolta condita dal sapore delle beffa, lascia strascichi pesanti nell’ambiente piacentino. Cambia la presidenza, da Augusto Orsi a Ugo Ozzola; cambia la guida tecnica, con Corna sostituito dopo cinque anni carichi di vittorie. Gli succede nel ruolo di allenatore Guglielmo Zanasi, che appende le scarpe al chiodo a soli 29 anni: il Piacenza perde così il suo stratega e il suo giocatore più rappresentativo. A tutto ciò si devono aggiungere le cessioni, remunerative ma pesanti, del portiere Barbieri (proprio al Fanfulla...) e soprattutto del bomber Gaddoni, che passa al Torino. La squadra, comunque, non viene smantellata: l’ossatura, comprensiva dei nuovi acquisti Dusi e Gemo, è la stessa dell’anno precedente. Ma evidentemente il giocattolo si è rotto: nonostante il centravanti Gemo segni a raffica (14 reti nelle prime 13 giornate), il Piacenza arranca, mantenendosi a fatica a ridosso delle battistrada, complice un rendimento altalenante e chiaramente insufficiente in trasferta. La situazione precipita nel girone di ritorno: Gemo si blocca e i biancorossi racimolano solo 8 punti, con due sole vittorie e una difesa spesso in libera uscita. Zanasi non riesce ad arginare l’emorragia di punti e di gioco, nè a trovare alternative ai titolari: in rosa ci sono elementi a fine carriera (Loranzi o Rossetti) o giovani inesperti, tra cui si fa notare il mediano Rossi (ex San Lazzaro), destinato a non tornare dalla Russia. Una situazione poco esaltante, destinata purtroppo a ripetersi negli anni successivi con l’accentuarsi del declino.

 

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