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Mariano Tansini chiude malamente il breve ma intenso ciclo dei “Papaveri”

 

STAGIONE 1952/1953

 

SERIE C

 

Grosse novità nell’estate 1952: il 21 luglio l’assemblea dei soci, tenutasi subito dopo la conclusione degli spareggi, decreta il ritorno all’antica denominazione di Piacenza Foot-ball Club e contemporaneamente ratifica l’elezione di Gaetano Grandi alla presidenza della società. Chiara l’intenzione della nuova dirigenza: ritentare la scalata alla serie B pur tenendo conto dell’aumentata difficoltà del torneo. Lo stadio viene ampliato con la costruzione di una ridotta gradinata di curva, e la squadra esce adeguatamente rinforzata in sede di mercato.

Lo sforzo economico è importante, si parla di una trentina di milioni che si aggiungono ai 16 di deficit già accumulato. Partono Fiorani, che lascia definitivamente il Piacenza, Bissi e Saletti, ma restano Tansini e tutte le colonne del campionato precedente, compreso il richiestissimo Seratoni che viene riscattato dal Novara; sono riconfermati anche Celio e Ballarin, acquistati a titolo definitivo dal Padova. A loro si aggiungono il mediano Mussinelli, gli attaccanti Amedeo Bonistalli e Mari e soprattutto il 34enne regista Memo Trevisan, ex Triestina, Genoa e Nazionale. È una squadra sulla carta più forte ma il meccanismo sembra essersi inceppato, complici gli infortuni di Mussinelli e Succi e la prolungata convalescenza di Rampini. La difesa, granitica un anno prima, accusa battute a vuoto e in attacco Seratoni ha perso la vena realizzativa che ne aveva fatto un cannoniere implacabile. La panchina di Tansini traballa, tra risultati non esaltanti e una rigida gestione disciplinare dello spogliatoio che genera qualche polemica.

Il Piacenza resta comunque attaccato alle posizioni di testa, e chiude l’andata al quarto posto grazie a un filotto di vittorie che lo rilanciano in chiave promozione. Il 19 febbraio, però, Tansini si dimette per motivi familiari: è l’inizio del crollo. Lo sostituisce Trevisan, chiamato a un ruolo di allenatore-giocatore che però non gli si addice. Dopo un mese viene assunto il codognese Bruno Arcari che firma un contratto a gettone come giocatore, ma di fatto funge da allenatore. Tutte mosse che però non arrestano l’emorragia in classifica: nel girone di ritorno sono appena 12 i punti, nonostante il ritorno al gol con una certa puntualità da parte di Seratoni. Il campionato si conclude appena due lunghezze sopra la zona retrocessione, chiudendo in modo poco brillante il biennio dei Papaveri.

 

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