Giancarlo (“Caje”) CELLA (II)
|
|
*
5/9/1940 Bobbio (Pc) + 23/1/2026 Bobbio (Pc) Ala sinistra, poi libero |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Da calciatore
Da allenatore
Fratello minore di Albino e come lui prodotto del
settore giovanile, arriva alla prima squadra grazie all’influenza asiatica
che falcidia i titolari prima della trasferta di Lucca. La sua giornata di
gloria è però il 9 febbraio 1958 a Novi Ligure: segna due gol nei primi
cinque minuti, e poco importa che alla fine vincano i piemontesi, è nata una
stellina. Il Torino se lo accaparra subito, inizia una brillante carriera
nella massima serie a cui manca solo la gioia della Nazionale: un grave
infortunio gli preclude il Mondiale cileno nel 1962 e ne rallenta l’ascesa.
Nel 1971 vince da riserva lo scudetto nell’Inter ma sente il richiamo di casa
e Loschi lo accoglie a braccia aperte. Nel frattempo
da attaccante è arretrato a mediano e poi libero, proprio in questo ruolo
dovrebbe essere uno dei leader della squadra di Molina
che però arranca. Quando il tecnico si dimette tocca a lui ricoprire il
doppio incarico di giocatore e allenatore: porta a termine la missione
salvezza, poi di fronte alla richiesta di continuare appende a malincuore gli
scarpini al chiodo a soli 32 anni. Nelle sue tre stagioni da allenatore
biancorosso non ha vita facile, peraltro di pari passo con le fortune alterne
della squadra. Spesso è criticato per il livello del gioco e per i risultati
non in linea con le aspettative, soprattutto nel campionato 1973/74, ma gli
va dato atto di aver sempre tenuto il Piacenza ben oltre la semplice linea di
galleggiamento. La terza stagione è però quella della frattura ormai
insanabile col pubblico, che manda platealmente a quel paese nel derby di
ritorno con la Cremonese, ma anche con Loschi che vuole la B a tutti i costi.
Nel 1974 lascia il posto a Gibì
Fabbri; a Piacenza tornerà dal 1989 al 1993, per occuparsi del settore
giovanile e in particolare della Primavera dopo la partenza di Natalino Gottardo. |